I "bloopers" sono in realtà gli errori commessi nei film e sfuggiti al regista/produzione tanto che appaiono nelle pellicole distribuite, ma credo che la definizione si possa ugualmente adattare alle "curiosità" riscontrabili in alcuni francobolli regolarmente emessi ...

 1954, La Televisione in Italia

Nel gennaio 1954 iniziano le regolari trasmissioni televisive, e la RAI-TV commissiona a Lazzaro Lazzarini un bozzetto per una serie celebrativa filatelica.
Tanto quanto l'artista poteva essere bravo in disegno, altrettanto non lo era in geografia e storia. Infatti la cartina dell'Italia (sul video) include ancora l'intera penisola Istriana, già da anni passata alla Jugoslavia. Il cui governo, per nulla contento dell'inesattezza, ordina di respingere tutte le corrispondenze affrancate con questi valori. Al contrario del Gronchi Rosa, questo francobollo non fu però mai ritirato dalla circolazione.




1950, Anno Santo (s. 141)

E' il primo francobollo della Repubblica di formato "grande", 3x4 cm, che diventerà tanto di moda negli anni 60/70 e che è oggi il formato standard di tutti i commemorativi.
Il disegnatore Corrado Mezzana, che fu anche l'autore di alcuni dei "pezzi" più famosi e pregiati della Repubblica (le serie di Santa Caterina e del Risorgimento del '48, il francobollo della Repubblica Romana del '49, l'ordinaria "Italia al Lavoro", le fiere di Milano del '51 e del '52), fece girare intorno al cupolone di San Pietro 13 chiese tra le più famose d'Italia. Se non ci hai mai fatto caso, o non le hai mai riconosciute, esse sono, dall'angolo in basso a sinistra - sotto la cifra - in senso orario: la grotta di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino (Palermo), il santuario di San Francesco di Paola, il Sacro Speco di Subiaco, il duomo di Orvieto, la cattedrale di San Martino (Lucca), il duomo di Torino, la basilica di Sant'Antonio (Padova), la basilica di San Francesco (Assisi), il santuario di Loreto, il duomo di Napoli, il santuario della Madonna del Rosario (Pompei), la basilica di San Nicola (Bari) e il santuario di San Michele di Monte Sant'Angelo (Foggia).


1950/1955, Italia Al Lavoro: tra l'ordinario e il celebrativo ...

L'idea di una serie dedicata al lavoro, regione per ragione, era venuta a Corrado Mezzana quando ancora l'Italia era spezzata in due dalla guerra, l'aveva presentata nel 1945 al concorso per la nuova serie ordinaria che doveva ricordare il ritorno alla democrazia. Allora la proposta non era stata accettata ma a distanza di 5 anni, riveduta e corretta, diventa francobollo, anzi, 19 francobolli, quante sono le regioni italiane.
Il successo è notevole, non solo in Italia, grazie ai monumenti e ai paesaggi che fanno da sfondo ai vari lavoratori, anche se in realtà l'Italia che si è rimboccata le maniche per uscire dai disastri della guerra è molto meno contadina, marinara e artigiana di quanto venga rappresentata sui nuovi francobolli. Buona è anche la realizzazione, malgrado i 2 alti valori, stampati in calcolgrafia, finiscano per essere meno gradevoli degli altri, perdendo la morbidezza dei disegni originali.


I guai, che si appalesano col tempo, sono invece nascosti nel formato e - soprattutto - nel "numero chiuso". Il formato a suo tempo proposto dal Mezzana era infatti quello piccolo, da sempre usato nel regno per tutti gli ordinari, ma poi si è passati al formato celebrativo per accontentare le autorità postali e soprattutto i politici, che vogliono esibire l'Italia al mondo ... tale formato non è dei più maneggevoli, specie in un'epoca in cui le misure standard delle lettere e persino delle stampe sono ancora molto contenute e se si devono usare, per comporre la giusta tariffa, 3 o 4 esemplari, sorge qualche problema...
Ma l'handicap maggiore è dato dal numero fisso delle regioni, che impedisce la creazione di valori complementari. Neppure un anno dopo la prima emissione, quando le nuove tariffe in vigore dal 1 agosto 1951 rchiedono un francobollo da 13 lire per le lettere a metà tariffa di sindaci e militari e uno da 80 lire per la lettere semplice raccomandata, è impossibile adeguarsi... per mancanza di nuove regioni e non certo di altre professioni.
Utilizzare bozzetti già esistenti d'altronde è sconsigliato: creerebbe solo confusione e in più finirebbe per favorire qualche regione.


1956, Cinquantenario del Traforo del Sempione 

Il Sassone indica 3 errori in questo francobollo, mentre in effetti ce ne sono 5:
1) La locomotiva tiene la destra, al contrario di quanto avviene nelle ferrovie; 2) La galleria che si intravede sull'estrema destra del francobollo non esisteva nel 1906, poichè fu inaugurata solo nel 1922; 3) la diligenza (copiata da un quadro di R. Koller) è quella del Gottardo, e non del Sempione; 4) La locomotiva illustrata è a vapore, mentre la linea era stata subito elettrificata; 5) Il tragitto inaugurale andava da Iselle a Briga, quindi, in base alla reale morfologia del luogo,  la locomotiva sarebbe dovuta entrare in galleria, non uscirne.


Li avete mai notati...?

Sviste o errori che siano, la filatelia ne è piena... la scritta MUSSOLINI DUX scritta in senso inverso nei francobolli del 1933 per i Giochi Universitari di Torino, il soldato tedesco con il fucile (per ragioni grafiche!) sulla spalla sinistra nei franbolli del 1941 per l'Asse, le canne dell'organo di Roncole che diventano simmetriche nel francobollo verdiano del 1951, il carro armato mai usato dall'Eserciro Italiano riprodotto nel 60 lire per la Giornata delle Forze Armate del 1952, il 7° centenario della

Basilica di San Francesco d'Assisi fatto cadere nel 1955 anzichè nel 1953 e - dulcis in fundo - il francobollo "Prudenza sulla Strada" del 1957 con il semaforo che indica il rosso in basso, anzichè in alto, inesattezza con la quale il signor Renato Mura, disegnatore del francobollo, stava facendo le prove generali per il più famoso "blooper" della storia della filatelia, il Gronchi Rosa. Fu difatti lui, copiando la cartina del Perù da un atlante obsoleto, a disegnare in maniera inesatta i confini di questo stato, creando un vero "caso".


1994, Campionati mondiali di nuoto (n. 2109)

Il disegno mostra in primo piano un pallanuotista con la calottina ROSSA N° 9. Nella pallanuoto i giocatori portano una calottina corredata di un numero; i colori della calottina per i giocatori sono solo due: il bianco e il blu (a seconda che si giochi in casa o in trasferta). Il portiere invece,per differenziarsi dagli altri, porta una calottina rossa con il n° 1. Quindi, se la calottina è rossa, deve essere per forza il n° 1, il n° 9 può essere solo su una calottina bianca o blu.
E il portiere di riserva? Quando è in panchina porta una calottina bianca o blu a seconda dei casi (di solito con il numero 13). Quando invece entra in acqua per sostituire il titolare i due si scambiano la calottina cioè il portiere di riserva indossa la numero 1 del titolare. Quindi esiste solo una calottina rossa, ed è per forza la numero 1
.



lcc@cubalibre.it mail.gif (1080 byte)