Come si valuta un francobollo
(come leggere il catalogo)


Molti amici mi scrivono chiedendomi, anche avendo un catalogo a portata di mano, come si fa a valutare correttamente un francobollo, essendo le valutazioni dei differenti cataloghi (Unificato, Sassone, Bolaffi, ecc...) molto discordanti tra loro e soprattutto assolutamente diverse dal reale prezzo di mercato.
Ho deciso quindi di aprire questa nuova sezione riportando le principali domande che mi vengono porte nonché, naturalmente, le risposte, nella speranza che i collezionisti possano trovare chiarimenti ai loro quesiti.

 

COME MAI SU TANTI ANNUNCI (RIVISTE, LISTINI, INTERNET ECC...) I PREZZI DI VENDITA SONO MOLTO INFERIORI ALLE QUOTAZIONI DEI VARI CATALOGHI?

Il reale prezzo di mercato è per convenzione generalmente (diciamo per 9 francobolli su 10) dal 40 al 50% in meno rispetto alla quotazione del catalogo. Non esiste un motivo logico, ma è la prassi consueta! Per l'aerea italiana, il catalogo di comune riferimento e' il Sassone. E' difatti su tale catalogo che i collezionisti e i commercianti si basano per valutare i propri "coriandoli".


Ovviamente la valutazione del catalogo deve essere unica e si basa su un francobollo "standard", ma molti fattori influiscono sul reale valore di mercato di un francobollo, sempre tenendo come base la quotazione del catalogo, e questo vale per tutte e tre le categorie principali in cui si dividono i francobolli: nuovi gomma integra, nuovi traccia di linguella, usati.

Molto importante è l’aspetto generale, che in gergo viene indicata come freschezza. Non è difficile comprendere che un francobollo talmente ben conservato da sembrare appena uscito dalla stamperia è più pregiato dello stesso valore con aria più "stropicciata".

Altro fattore determinante è la centratura. La maggior parte dei valori del periodo del Regno e del periodo filigrana ruota della Repubblica sono di norma poco centrati, è quindi comprensibile che a parità di gomma e freschezza sia più pregiato (e quindi costoso) un francobollo di buona od ottima centratura.


Il Sassone riporta le differenti valutazioni - rispetto alla normale centratura - per quei francobolli che ottimamente centrati sono rari. Nell'immagine, da sinistra: Ottimamente centrato, centratura normale (buona), decentrato.
E’ considerata per questi valori una centratura buona - cioe' nella media - quando la vignetta (parte disegnata del francobollo) non è intaccata dalla dentellatura.

Ma il fattore determinante è la condizione della gomma sul retro del francobollo.


CHE COSA SIGNIFICA "CON TRACCIA DI LINGUELLA"?

Il francobollo nuovo è ovviamente ancora gommato sul retro, a differenza del francobollo usato. Quando la gomma è liscia, compatta, di colore uniforme, senza mancanze o macchie, si definisce il francobollo nuovo gomma integra.

Un tempo (ormai per fortuna questa abitudine si è quasi persa) per raccogliere i francobolli non si usavano né i raccoglitori a pagine di cartoncino con i listelli trasparenti, né i fogli d'album con le taschine nelle quali inserire il francobollo, bensì album o fogli senza taschine/listelli, sui quali il francobollo veniva applicato tramite la famigerata "linguella".
Si tratta di una strisciolina di carta pergamena piegata nel mezzo, una metà veniva applicata sul retro del francobollo (sfruttandone quindi la gomma) e l'altra metà veniva incollata sul foglio.
Quando da queste collezioni sono stati staccati i francobolli e dai francobolli è stata a sua volta staccata la linguella, una parte o anche una traccia, magari anche solo lievissima, ha deturpato la gomma, che quindi è diventata NON INTEGRA.

Oppure possono esserci diverse piccole imperfezioni nella gomma, anche non causate volontariamente: macchie o puntini di ruggine, macchie di gomma mancante dovute alla cattiva conservazione del francobollo, magari a contatto di una superficie che ha "smangiato" la gomma, insomma, qualsiasi difetto che disturba l’integrità della gomma fa "scattare" di una categoria la qualità del francobollo.

Si può definire il francobollo in questo caso come linguellato, come "TL" (traccia di linguella), o anche semplicemente come gomma originale, esso è comunque deprezzato rispetto allo stesso valore con "gomma integra".

Attenzione a non confondere, però, caratteristiche originali di un francobollo, ossia peculiarità con le quali è "nato", da difetti occorsi in seguito: un puntino nell'impasto originale della carta, o in taluni valori del regno delle "strisciate" di colla più o meno intense, dovute alle pennellate con le quali si stendeva la colla sul retro, non ne inficiano il valore.

Leggete bene quindi, quando consultate un listino: la gomma indicata come ORIGINALE, per quanto la definizione possa suonare preziosa, non significa integra, ma solo che, per quanto non perfetta, non è stata manipolata.

Esistono poi altre mistificazioni: nei pezzi più pregiati la cui gomma nel corso degli anni si è sciupata, vuoi per una cattiva conservazione, vuoi per l’applicazione di una linguella, essa può venire viene ritoccata, con metodi molto sofisticati e spesso invisibili a un occhio non allenato o semplicemente non particolarmente attento. In questo caso si parla di "rigommato" o "ripulito". La valutazione di un tale esemplare, che a prima vista può sembrare integro, deve però avvenire sulla base del valore di catalogo del francobollo linguellato.

Attenzione, però, perché il francobollo con gomma non integra NON è un francobollo di seconda scelta!!
E' solo una categoria diversa, come gli usati rispetto ai nuovi. Questa distinzione è valida per i francobolli del periodo del Regno e dei primi anni della Repubblica, fino al 1954, e per tutta l'aerea italiana (San Marino, Vaticano, Colonie, ecc...) dello stesso periodo.

Quando si parla di francobolli nuovi moderni (dagli anni ‘60 in poi) si intende sempre con gomma integra, se non specificato altrimenti.

 

COME SI FA A RICONOSCERE UN FRANCOBOLLO RIGOMMATO DA UNO INTEGRO ORIGINALE?

La gomma manipolata è generalmente molto più liscia e compatta, ma soprattutto più spessa della originale, e il metodo migliore per accorgersi della rigommatura è, con MOLTA attenzione a non rovinarli, passare con delicatezza un dito lungo i dentelli. In genere difatti questi sono più duri e rigidi rispetto ai dentelli di un francobollo non rigommato.

Oppure osservare attentamente, magari con l’aiuto di una lente di ingrandimento, i "pelucchi" di carta che spuntano naturalmente dai dentelli (che sono il frutto dello strappo della carta laddove i francobolli erano uniti). Se i "pelucchi" sono rigidi, come capelli irti di gel, il francobollo è probabilmente rigommato.

 

PERCHÉ IL CATALOGO RIPORTA VALUTAZIONI DIVERSE PER LO STESSO FRANCOBOLLO?

Come già accennato, il valore di mercato di un francobollo dell'area italiana è generalmente stilato sulla base del Sassone. Per avere nel catalogo un riferimento bisogna però saperlo interpretare.
Il catalogo riporta infatti per tutti i valori almeno tre voci: con linguella o traccia di linguella, con gomma integra, usato. Inoltre, per gli Antichi Stati (antecedenti al regno d'Italia,) e per i valori del primo periodo Regno, sono indicate anche le valutazioni dei francobolli completamente privi di gomma (indicati esattamente come "senza gomma").

La quotazione del francobollo usato è indicata nella colonna più a destra. Tale valutazione si riferisce ad usati certamente originali, quelli con annulli falsi o postumi (detti "di favore"), o comunque non periziabili con sicurezza, vanno valutati come i nuovi linguellati. Da tenere presente che i valori alti, se usati su lettere in tariffa e non filateliche, hanno notevoli plusvalori.

Per i francobolli nuovi (che sono generalmente i più collezionati), fino al 1945 viene indicato PRIMA il prezzo del linguellato, e DOPO il prezzo per la serie o il singolo con gomma integra, indicato per convenzione con il simbolo del doppio asterisco (**). Da qui la convenzione di indicare con un singolo asterisco (*) un francobollo con gomma non integra.

Dal 1945 fino al 1955 viene fornita PRIMA la valutazione per l’esemplare integro, e DOPO per il valore linguellato, indicato con una "L" incorniciata in un quadrato.
Dal 1956 in poi viene data un’unica valutazione. Dove non indicato, un francobollo linguellato vale circa metà dell'integro.

Il prezzo di un francobollo integro rispetto allo stesso esemplare con TL, varia dal 20% in più fino a 4 volte tanto. Tale rapporto indica la difficoltà di reperibilita' degli esemplari integri rispetto a quelli linguellati (o viceversa). Per francobolli di difficilissima reperibilità in qualsiasi stato, il rapporto è molto minore.

Esempi dal Sassone edizione 2007:

Inoltre per esemplari emessi normalmente con centratura da non ottima o cattiva, è indicato il plusvalore per gli esemplari ottimamente centrati. Anche tale rapporto indica la difficile reperibilità di un esemplare centrato rispetto alla media dell'emissione di una data serie. Alcuni esempi (Sassone 2007):

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Se hai suggerimenti o domande che riguardano questa sezione "come si valuta un francobollo", scrivimi: lcc@cubalibre.it 

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